LA “FAMIGLIA” DELL’EBM PIANGE SANTO LOCATELLI, “CUSTODE” DEI VALORI COSTITUTIVI DELL’ENTE

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Nelle prime ore di venerdì 22 maggio, ci ha lasciato Santo Locatelli. Originario di Zogno, classe 1928, Santo Locatelli già dal 1963, dopo aver sposato Luciana Negri, risiedeva a Bergamo, in Borgo Santa Caterina. Conosciuto e stimato come fondatore nel 1967 dell’Ente Bergamaschi nel Mondo, nel cui Consiglio Direttivo sedeva come presidente onorario, Santo Locatelli è stato anche alpino (8° reggimento Brigata JULIA), socio della sezione ANA di Bergamo, ovviamente un “vecio”. Ma i suoi 97 anni erano solo sulla carta d’identità, perché la sua lucidità e prontezza di riflessi era incredibile, sempre presente in ogni situazione.

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Figlio di una famiglia di commercianti, aveva frequentato le scuole a Bergamo, prima l’istituto commerciale e poi l’istituto tecnico, per diventare ragioniere. Ogni giorno faceva Zogno-Bergamo in bicicletta perché, per via della guerra, i treni erano rarissimi.

Nel 1954, è entrato negli Alpini per la leva di 18 mesi in Friuli, nella gloriosa 12^ Compagnia, denominata “La Terribile”, inquadrata nel Btg. “Tolmezzo”, appartenente all’8° Rgt. della Brigata Alpina Julia, allora distaccata a Tarcento (Udine), presso la caserma “M.O. Ferruccio Talentino”. Operava come sottotenente in una “zona calda”, al confine fra Austria e Jugoslavia, incontrando tanti militari e civili, fra cui anche agenti dei servizi segreti, in alcune circostanze collaborando con loro.

Rientrato dal servizio militare, nel 1956 si è laureato in Economia, presso l’Università Cattolica di Milano, con una tesi sulla politica di Francisco Franco.

La sua grande passione era quella di viaggiare per l’Europa in autostop, cosa che iniziò a fare già a 17 anni, continuando poi dopo gli anni dell’università. È stato in Francia e in Svizzera, dove aveva alcuni parenti, e qui è iniziato lo stretto legame che univa Locatelli all’estero e, in particolare, agli emigranti. Un aneddoto curioso. Non aveva ancora 18 anni, quando è andato ad incontrare alcuni familiari zognesi emigrati a Vallorbe, nel Canton Vaud, in Svizzera. Qui, visto che sapeva giocare a calcio, distinguendosi come mezzala sinistra, lo hanno invitato a giocare nella squadra del paese. Tanto era bravo che gli amministratori locali gli offrirono in poche settimane la cittadinanza svizzera.

Neolaureato, lavora comunque da suo padre, che era commerciante di vini. E a 21 anni, scaduta la presenza in Comune del Commissario Prefettizio, prende in mano per alcuni mesi le redini dell’amministrazione comunale, forte del fatto di essere uno dei pochi laureati del paese. Ebbene, per tre mandati, dal 1960 al 1970, è stato sindaco di Zogno.

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Intanto, continua a viaggiare, e gli aneddoti non mancano. Durante un viaggio a Parigi, infatti, conosce Angelo Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII, che era allora nella capitale francese come Nunzio Apostolico. Glielo aveva presentato il segretario comunale, compagno di classe del futuro papa, quando appunto Santo Locatelli era sindaco di Zogno. Ma, poi, tanti altri viaggi, in Scozia, Irlanda, Inghilterra, alla scoperta delle tradizioni e della cultura di questi Paesi. In quegli anni, inizia anche ad insegnare, dapprima all’Istituto Amedeo di Savoia, a Bergamo, poi in altri istituti, diventando anche preside. Fra le sue tante esperienze anche quella di presidente dell’Istituto case popolari, per 5 anni.

Ricoprendo la carica di sindaco tocca con mano l’esperienza dell’emigrazione brembana e prende coscienza del gran numero di bergamaschi sparsi per il mondo. Soltanto da Zogno partivano, allora, oltre 500 persone ogni anno, come lavoratori stagionali, soprattutto minatori, boscaioli e muratori: destinazione Svizzera e Francia. Un esempio, tre sorelle del nonno di Locatelli erano emigrate a suo tempo proprio in Svizzera e Francia.

Consapevole di questa realtà, il 10 luglio 1967, presso la Camera di Commercio di Bergamo, fonda, insieme ad altri soci, come Tino Simoncini, allora sindaco di Bergamo, ma originario di Clusone, anche lui valligiano e conscio delle problematiche dell’emigrazione bergamasca, l’Ente Bergamaschi nel Mondo. Questo ente era il risultato di una circolare del Ministero degli Esteri che, allora, stimolava le varie Regioni e Provincie coinvolte da una forte emigrazione a promuovere iniziative a vantaggio degli emigranti, attraverso le locali Camere di Commercio. Subito, quella di Bergamo raccolse l’invito e promosse la costituzione dell’EBM, coinvolgendo enti e amministrazioni locali, e deliberando un sostanzioso contributo per l’avviamento delle attività. Primo presidente fu Costantino Simoncini, mentre Locatelli fu nominato Vicepresidente. Più avanti, nel 1990 proprio Locatelli divenne presidente dell’EBM, carica che ha ricoperto per 25 anni, passando poi il testimone a Carlo Personeni, ma rimanendo nel Consiglio Direttivo come presidente onorario. Con grande dolore se ne va l’ultimo socio fondatore dell’EBM, colui che ha visto nascere e inaugurare tutti i circoli che nel corso degli anni sono stati fondati. Per la cronaca, il primo circolo è stato quello fondato nella cittadina belga di La Louvière, in Vallonia, nell’ottobre 1968, seguito dal circolo di Ginevra nel dicembre 1968.

Lo scorso anno Santo Locatelli è stato insignito del riconoscimento “Voce lombarda nel mondo 2025”, istituito, nell’ambito della “Giornata dei lombardi nel mondo”, dalla Legge regionale n. 9 del 2024 (“Norme per il sostegno e la valorizzazione dei lombardi nel mondo e della relativa mobilità internazionale”), che ha inteso premiare gli “ambasciatori lombardi” nel mondo, cioè coloro che, con la loro attività, hanno costruito ponti tra la Lombardia e il resto del mondo.

Lascia nel dolore la moglie Luciana Negri e i figli Giulio e Alessandra. Ma anche la grande famiglia dell’Ente Bergamaschi nel Mondo, che partecipa sentitamente al lutto della famiglia, manifestando vicinanza e offrendo una sentita preghiera.

Questo il commento del Consiglio Direttivo dell’EBM e del presidente Carlo Personeni:

“Santo Locatelli, con la visione, la disponibilità e l’umanità che lo hanno sempre contraddistinto, ha contribuito a maturare la nascita dell’EBM, nella convinzione che servisse organizzazione che affiancasse e sostenesse gli emigranti bergamaschi all’estero, in un’ottica non solo assistenziale ma di continua rigenerazione della vicinanza dell’EBM, stando al passo con le sfide che le comunità di residenza degli emigranti imponevano, nel segno della continuità che fino ad oggi ha garantito la crescita e il successo dell’EBM. Prima come vicepresidente, poi come presidente e fino a pochi giorni fa come presidente onorario. Una presenza, la sua, che sa di custode dei valori costitutivi dell’EBM.

Santo Locatelli nel suo studio

Il Consilio Direttivo dell’EBM, unitamente a circoli, delegazioni e corrispondenti sparsi per il mondo, ringrazia Santo Locatelli, oltre che per le sue capacità e la disponibile presenza che ha manifestato fino agli ultimi giorni, soprattutto per essere stato la persona che meglio ha incarnato i valori dell’EBM.

La crescita della capacità di azione dell’EBM e la continuità di incidere sulla consapevolezza della comunità bergamasca, è stata la cifra dell’operato di Santo Locatelli. Con lui, in tutti questi anni, la “famiglia” dell’EBM si è notevolmente allargata nel mondo, e ha saputo conquistare e coltivare la fiducia delle comunità estere che hanno accolto i nostri circoli, stabilendo un dialogo costruttivo con le istituzioni locali, regionali e nazionali di quei Paesi.

 

Per chi vorrà portare l’estremo saluto, la salma è composta presso la Casa del Commiato, in via Suardi, 36, a Bergamo. I funerali si svolgeranno lunedì 25 maggio, alle 10, presso la chiesa parrocchiale di Santa Caterina, a Bergamo.

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